29 Luglio a Buonalbergo Spettacolo Teatrale “Un Sogno Infranto (Adelchi)”

Il 29 Luglio a Buonalbergo (Bn) in piazza De Juliis, la compagnia teatrale Eidos, presenta lo spettacolo teatrale “Un Sogno Infranto (Adelchi) di Alessandro Manzoni nell’ambito del progetto “I Longobardi ed il Sannio” finanziato dal Ministero dei beni ed attività culturali e Provincia di Benevento.

IMG-20160720-WA0001U N  S O G N O  I N F R A N T O ( A d e l c h i )
di Alessandro Manzoni
con
Virginio De Matteo
Raffaella Mirra
Mimmo Soricelli
e con
Daniela Carbone – Piergiorgio Castaldi
Vincenzo De Matteo – Dina Iscaro – Angelo Lepore
Alessandro Pasquale – Carmine Pasquale
scenografia Claudio Mirra
costumi Maurizio Iannino
luci e fonica Ada De Matteo
Regia di Virginio De Matteo

Per le “cosiddette” ragioni di stato Carlo Magno ripudia la sua sposa Ermengarda, figlia di Desiderio, re dei Longobardi. È la scintilla che fa scattare la dichiarazione di guerra da parte di Desiderio. Ma grazie, anche, al tradimento di alcuni duchi longobardi, Carlo Magno avanza verso l’Italia, conquista Pavia e fa prigioniero Desiderio. Nel frattempo Ermengarda si è rifugiata presso la sorella Ansberga, nel monastero di San Salvatore a Brescia; ma, venuta a sapere delle nuove nozze di Carlo, in preda al delirio muore. Adelchi, che si era duramente scontrato con il padre Desiderio opponendosi alla guerra contro i Franchi, combatte duramente e in uno scontro viene mortalmente ferito. Condotto alla presenza di Carlo e del padre Desiderio, in fin di vita, invoca clemenza per il padre e lo consola – “Dhe, nol pianger…” – , un regno perduto non lo obbligherà più a far torto ne a subirlo.
L’Adelchi di Alessandro Manzoni è un alto momento della letteratura epica italiana.
Gli endecasillabi del Manzoni raccontano l’inizio della fine della presenza longobarda in Italia. Il sogno di unificare i popoli italici sotto le insegne longobarde si infrange a causa degli accordi tra il Papato e Carlo Magno; quest’ultimo sconfiggerà tutte le città longobarde del nord rimettendone il controllo di una parte alla Chiesa di Roma. L’ultima città che resisterà sarà la città di Benevento, prima ducato e infine principato sotto il longobardo Arechi II.
La “mise en espace” del dramma, in cui sono coinvolti dieci attori, con i suoi ritmi sincopati e i suoi contrappunti, immerge lo spettatore nella “diffusa tenerezza elegiaca della tragedia”.