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Buonalbergo
Buonalbergo sorge sul ripido fianco del Monte San Silvestro, nei pressi del vallone che dal colle detto Monte Chiodo scende nella valle del Miscano. Il suo territorio è compreso tra un'altitudine di 222 e 863 m s.l.m., pari ad un'escursione altimetrica di 641 m.
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buonalbergo-panorama

Buonalbergo (Bonoprièvolo in dialetto locale è un comune italiano di 1 753 abitanti[ della provincia di Benevento in Campania.

Buonalbergo sorge a circa 25 km da Benevento, sul ripido fianco del monte San Silvestro, nei pressi del vallone che scende dal colle detto Monte Chiodo. Il suo territorio è compreso tra un’altitudine di 222 e 863 m s.l.m., pari ad un’escursione altimetrica di 641 m.

Superficie agricola utilizzata (dato aggiornato all’anno 2000) in ettari (ha) 1552,88 (fonte Camera di Commercio di Benevento, dati e cifre maggio 2007).

Storia

Scavi archeologici Chiesa Normanna su Monte Chiodi
Scavi archeologici Chiesa Normanna su Monte Chiodi

Nei pressi di Buonalbergo sorgeva l’antica città di Cluvia, chiave delle comunicazioni interne fra gli Irpini ed i Pentri, e fra i Caudini ed i Dauni, per mezzo di quelle vie a pascoli, dette tratturo.

Fortezza naturale di prim’ordine, i Romani vi posero il loro accampamento contro i Sanniti nel luogo detto ancora Valli, quindi vi dedussero una propria colonia.

Sotto i Normanni di Cluvia, non restava che il casale Montegiove distrutto poi da Guglielmo II.

Buonalbergo si pensa che sia stata fondata da alcuni profughi degli antichi villaggi di Mondingo, Pescolatro e Faiella distrutti dai Barbari. I quali profughi ospitati dai Cenobiti della vicina chiesa di S. Maria, sorta sulle rovine di un tempio pagano, avrebbero chiamato quel luogo Alibergo.

Ciò poté avvenire verso il 1000, poiché nella prima metà di questo secolo trovasi per la prima volta mentovato un Gerardo de Bonne Herberg, primo signore normanno dell’antica contea longobarda di Ariano.

Egli vien detto il Gran Conte e fu il primo a chiamare Roberto il Normanno con il soprannome di Guiscardo e gli diede in moglie la propria zia Alberada.

Si era fatto uno stato di molti paesi a poca distanza da Benevento di cui il primo nucleo fu probabilmente Benevento.

Sotto gli Angioini quella contea fu frantumata in pena per aver parteggiato con gli Svevi.

Sotto gli Svevi fece parte del Giustizierato di Principato Ultra (AV), quindi passò successivamente ai Baroni di Tocco, ai Mansella[4], ai Macedonio, ai Shabran, ai Guevara, agli Spinelli ed ai Coscia.

Il paese prima sorgeva a valle, poi per essere stato danneggiato da una frana fu riedificato in alto verso il 1525.

Il territorio oggi occupato dalla provincia di Benevento era un’exclave dello Stato Pontificio, solo che il territorio che ora occupa la cittadina di Buonalbergo e dintorni non faceva parte dell’exclave pontificio, ma faceva parte della divisione amministrativa Borbonica di Principato Ultra, precisamente nel Circondariato di Paduli del Distretto di Ariano.

Oggi il paese è strutturato in tre parti, una sorta di ferro di cavallo che avvolge il centro storico con le punte rivolte verso il torrente S. Spirito; dalla parte bassa troviamo in ordine il rione Terravecchia dove è concentrata l’attività amministrativa, il rione Casale centro spirituale del paese nonché zona storicamente più importante ed infine Santjanni, zona commerciale del paese.

(Fonte : Wikipedia)

Personaggi storici

Gerardo di Buonalbergo

Gerardo, (Gerardus, Girardus o Girart) (prima metà dell’XI secolo – 1086), signore di Buonalbergo, conte di Ariano. Era un nobile normanno attivo nel Mezzogiorno. Era inizialmente al servizio del principe di Benevento.

Le notizie su Gerardo di Buonalbergo non sono molte, soprattutto per quanto riguarda le sue origini. Sappiamo che la sua famiglia era di origine normanna ed era imparentata con gli Altavilla. Suo padre, Ubberto (?), era il fratello di Alberada, la prima moglie di Roberto il Guiscardo.

È attestato nelle fonti a partire dal 1047, quando incontra il Guiscardo e gli offre la mano di sua zia Alberada e il suo aiuto, con 200 cavalieri, per conquistare la Calabria. Secondo alcune fonti sarebbe stato lui a dare per prima l’appellativo di Guiscardo (volpe = astuto) a Roberto d’Altavilla. Nel 1053 partecipa alla battaglia di Civitate al fianco del Guiscardo. Dopo questa data la vediamo titolare della Contea di Ariano, che governò fino alla morte nel 1086.

(Fonte: Wikipedia)

 

Alberada di Buonalbergo

 

Alberada di Buonalbergo (1033 circa – luglio 1122) fu la prima moglie di Roberto il Guiscardo, duca di Puglia e Calabria dal 1059 al 1085.

 
Tomba di Alberada, SS. Trinità in Venosa.

La vita

Anch’ella di stirpe normanna, sposò il Guiscardo tra il 1051 e il 1052, quando questi era ancora un piccolo nobile dedito a ruberie e atti di brigantaggio.

Era la zia, la sorella del padre, di Gerardo di Buonalbergo, che all’epoca offrì il proprio sostegno all’ascesa di Roberto facendogli dono di duecento cavalieri, che Alberada gli portò in dote al momento del matrimonio. Dall’unione nacquero due figli:

Intorno al 1058, quando papa Niccolò II riformò in senso ancora più rigido e restrittivo le esistenti leggi canoniche sui matrimoni fra consanguinei, il Guiscardo ne approfittò per chiedere l’annullamento delle nozze con Alberada. Ottenuto lo scioglimento del vincolo matrimoniale, Roberto poté sposare la principessa longobarda Sichelgaita di Salerno, sorella del principe Gisulfo II, ricavandone maggiori profitti. Ma la separazione fu tutto sommato amichevole. Secondo alcune fonti, ella contrasse presto un nuovo matrimonio, e forse un terzo in età più avanzata.

Alberada visse molto a lungo, costretta a sopportare anche la morte del figlio Boemondo nel marzo del 1111. Morì probabilmente nel luglio del 1122 all’età di circa 90 anni e fu sepolta nell’Abbazia della Santissima Trinità a Venosa, accanto al mausoleo della Casa d’Altavilla. La sua tomba è l’unica ad essere giunta intatta fino ai giorni nostri, e reca una scritta latina in cui si indica la sepoltura del figlio Boemondo: Quest’arca contiene Alberada, moglie del Guiscardo./ Se chiedi del figlio, quello (lo) tiene il Canosino.